La Storia

Data:
09 Dicembre 2019
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IL CORPO DI POLIZIA LOCALE DI COMACCHIO

Con l’Unità d’Italia nella seconda metà del 1800, tutti si dotarono di una forza di polizia e pertanto vennero attivate le guardie municipali in ogni  territorio del Regno. Per quanto riguarda Comacchio, il Comando di Polizia Locale nasce formalmente tramite la pubblicazione di un manifesto avvenuta il 24 giugno 1859.

Il primo Regolamento di Polizia Urbana è del 26 febbraio 1864, è curioso è inoltre rilevare che i primi operatori stagionali che prestavano servizio presso il Comando di Comacchio in quegli anni erano reclutati tra le guardie vallive. Durante il periodo fascista nei nostri territori il Comando di Polizia Locale risultò molto importante perché l’ordinamento cittadino si avvaleva del supporto delle guardie municipali per effettuare tutti i controlli, come ad esempio la somministrazione del latte in quanto la distribuzione doveva essere razionata e controllata proprio dai colleghi di allora a causa della scarsità di tale prodotto e della sua elevata richiesta da parte dei cittadini.

Alla fine degli anni ’50 si inizia ad avere un ampliamento organico oltre che territoriale e anche dal punto di vista delle dotazioni, si passa dai servizi appiedati ed in bicicletta a quelli effettuati con le prime motociclette (informazioni rilasciate dal Signor Luciani Franco vigile urbano in pensione).

Si arriva poi al periodo contemporaneo quando a cavallo tra gli anni 1970 – 1980 durante il “boom economico”, il lavoro di “vigile urbano” era poco ambito, soprattutto a causa degli stipendi fondamentalmente non soddisfacenti se confrontati con altre attività. Si procedeva pertanto a reperire personale anche attraverso nomina diretta e con pratiche informali, lontane dai rigorosi canoni concorsuali odierni. Il nostro in quegli anni, era un Comando giovane, costituito da ragazzi che finite le scuole dell’obbligo, venivano chiamati per intraprendere il percorso che molti hanno poi seguito fino alla pensione e oltre.

In contro tendenza con altre realtà, quello di Comacchio era anche un Comando in rosa, dove un alto numero di presenze femminili, rappresentava l’evoluzione – rivoluzione che la società stava attuando a cavallo degli anni ’70 del secolo scorso. Da interviste effettuate a due colleghe che oggi rivestono la qualifica di Ispettore Capo, emergono oltre che gli aspetti positivi del cambiamento, le notevoli difficoltà incontrate, nell’affrontare l’inserimento in un mondo ritenuto fino ad allora prettamente maschile.

Il benessere economico e lo sviluppo del turismo sul litorale comacchiese si rifletteva inoltre nel cospicuo numero di personale non di ruolo dislocato nelle allora sedi estive di Lido Estensi, Porto Garibaldi e Lido di Pomposa, assunto in supporto a chi lavorava annualmente.

La Guardia Comunale di un tempo, oggi ha ampliato a ventaglio funzioni, vedute e metodologie di lavoro; si pensi che dal 1983 non è più necessario come requisito per entrare a far parte del Corpo, la residenza all’interno del territorio comunale. 

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 08 Gennaio 2020